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S.O.S. CATTEDRALE

ABBIAMO URGENTEMENTE BISOGNO DI CONTRIBUTI
per ristrutturare la nostra cattedrale sia di privati che di enti .
GRAZIE !!!
 

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 Il complesso

E' certamente il monumento più importante di Terracina. Simbolo e sintesi della sua storia plurimillenaria. Edificato sulle strutture di un tempio romano, nel punto chiave del Foro Emiliano, è dedicato a S.Cesareo, diacono e martire del III sec. La conversione del tempio romano al culto cristiano è certamente anteriore al 592, come risulta da un passo di Papa Gregorio Magno.L'edificio ha conosciuto varie ristrutturazioni perfettamente individuabili, nei sec. X, XIII, XVIII. Due avvenimenti importanti sono legati al nostro Duomo: la rinuncia, poi ritrattata, da parte di Vittore III (1086) e l'elezione al soglio pontificio di Urbano II (12-3-1088).
 Il portico
Preceduto da 25 gradini, il portico è sorretto da sei colonne di granito rosso e grigio di età romana, con capitelli ionici medievali che ripetono quelli antichi. Sulle due colonne centrali, di dimensioni maggiori, si imposta un arco a tutto sesto, “ripristinato” nel 1926. Di notevole interesse sulla colonna di sinistra, la duplice iscrizione in lingua greca e latina, relativa a due precisi momenti della vita dell'edificio (sec. VIVII). L'insieme del mosaico realizzato sul lato destro della trabeazione offre un motivo di continuità narrativa. Purtroppo non è giusto a noi il mosaico di sinistra. Semplice supporto della credenza popolare è la presenza di una vasca termale romana, collocata al lato nord del portico a perenne memoria di mai avvenuti sacrifici umani. Sette gradini separano il piano romano da quello medioevale. Le cinque colonne, tutte di reimpiego, servivano in origine a sostenere le imposte delle volte. La porta principale è abbellita da una serie di fregi marmorei di età augustea, così anche la porta minore.
 Il campanile
La struttura del campanile, che viene a gravare sull'antico piano romano, poggia su quattro pilastri ed appare come una costruzione quadrangolare in laterizio, a quattro ordini di logge, con eleganti arcatelle a sesto acuto. La struttura è romanica con ispirazione gotica.
 L' interno
La chiesa appare ripartita in tre navate, divise da 12 colonne. Le due minori presentano, nel presbiterio, una conclusione ad abside, mentre quella centrale, anch'essa originariamente absidata, venne conclusa, nel 1729, con un vano quadrangolare di notevoli dimensioni, utilizzato come coro. Il presbiterio si presenta sopraelevato di circa 1 metro rispetto al resto della chiesa. La pavimentazione musiva doveva forse ricoprire vaste aree delle tre navate, mentre oggi risulta conservata parzialmente intatta, solo in quella centrale. L'attenta osservazione degli intrecci decorativi permette anche all'occhio non esperto di osservare come si siano succedute tre fasi pavimentali.
 L'ambone
Poggia su quattro colonne sorrette da altrettanti leoni accovacciati, oltre che su di una quinta colonna centrale, tutte terminanti con capitelli medioevali di diversa concezione.
 Il cero pasquale
A ridosso dell'ambone, è una colonna tortile con capitello corinzio, chiusa in alto da un puntale di squisita fattura e appoggiante su una base, scolpita in un unico blocco con due leoncini accovacciati, dove compaiono una firma e una data: CRUDELES OPE. / A.D. MCCXLV MEN. OCT. DIE ULTIMA.
 L' altare maggiore
E' del 1729. Le quattro colonne che sorreggono il baldacchino (realizzato in legno e cuoio) provengono dalla diruta chiesa di S. Maria de Posterula. Agli stessi interventi va attribuito l' inserimento, nella pedana posteriore, di due frammenti di mosaico provenienti dal pavimento. Alla seconda metà del sec. XII appartengono i due altari minori. Entrambi sono a pianta quadrangolare con copertura ottagonale, sorretta da colonnine terminanti con capitelli medioevali. Al di sotto di ognuno dei tre altari venne realizzata la “fenestella confessionis”, il luogo ove, entro apposite urne, vengono conservate le reliquie dei martiri locali. Di notevole interesse artistico è la così detta “Tavola dell' Assunta” (sec. XIV), che per tradizione viene esposta solo nel periodo della festa. Su quello che viene considerato il lato principale è raffigurata la Vergine in trono con il Bambino in braccio, con la mano destra in atto di benedire, mentre la sinistra regge un cartiglio nel quale è scritto: “Rex sum coeli qui populum de morte redemi”. Sul verso è raffigurato il Cristo benedicente, sulle cui ginocchia appare il vangelo, mentre una scritta ricorda: “Ego sum lux mundi”.
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